Progetto pilota

Il restauro della stele monumentale di Kamno, ex cimitero militare italiano Piscicelli, Kamno, Slovenia

Lapide_Kamno_immagine_storicaIl restauro della stele monumentale di Kamno è terminato. Il progetto, iniziato due anni fa su iniziativa di alcuni soci di Emilia Romagna al fronte e dell’Associazione Pico Cavalieri, due realtà strettamente legate tra loro per i valori di condivisione, ricerca e conservazione della memoria storica della grande guerra, ha visto il suo compimento a fine agosto. La stele monumentale, un’opera artistica in stile Liberty realizzata dai soldati della brigata Emilia in ricordo dei compagni caduti nel 1916 presso l’allora cimitero militare italiano di Kamno intitolato a Maurizio De Vito Piscicelli, tra Caporetto e Tolmino, versava in condizioni disperate. Si tratta di un vero e proprio “unicum” nel panorama dei monumenti della prima guerra mondiale in Slovenia, come riconosciuto dalla stessa soprintendenza alle belle arti di Nova Gorica. L’intervento di restauro conservativo è stato realizzato dalle restauratrici professioniste diplomate in restauro lapideo all’Accademia di Belle Arti di Bologna, Elisa Melchiorri, Alice Musarò e Laura Lenzi, in stretta collaborazione con la soprintendenza slovena che ha approvato il progetto imponendo alcune soluzioni. L’intervento è stato realizzato in tre momenti, un primo a giugno 2017, dove la lapide è stata ripulita e messa in sicurezza per evitare la caduta di altri pezzi, i successivi interventi sono stati invece realizzati a inizio luglio 2018 e fine agosto 2018.

 

 

 

Il restauro è di tipo conservativo, come imposto dalla soprintendenza slovena: in possesso di alcune foto originali datate anni trenta e sessanta, le restauratrici hanno potuto riproporre le volumetrie delle parti scolpite mancanti originali per dare a chi voglia fermarsi a guardare la stele la lettura dell’opera originale. Il restauro è stato realizzato grazie ai fondi raccolti tramite la vendita del libro L’Ora K, del bolognese Arnaldo Calori, un memoriale di guerra sul Carso, ripubblicato a cura del Comitato con l’approvazione della famiglia Calori. Arnaldo Calori, ufficiale sul Carso, fu poi direttore della Casa Matha Piscatorum di Ravenna, una realtà ancora oggi esistente e importante partner per il progetto. La pubblicazione del memoriale è stata resa possibile grazie al contributo del Rotary di Bologna distretto 2072 che ha elargito un considerevole contributo.

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Nel corso dei due anni, il progetto è riuscito a coinvolgere enti e fondazioni, tra tutti i contributi, fondamentale, quello dell’Unuci, unione ufficiali in congedo, di Brescia, che ha sposato in pieno il progetto e che ha editato grazie a Stefano Aluisini, Ezio Avaldi e Ruggero due libri dedicati ai caduti bresciani della brigata Emilia e alla storia del Milite ignoto, libri il cui ricavato è stato devoluto interamente al restauro della stele. Il contributo dell’Unuci di Brescia sottolinea fortemente quanto, questo progetto, nato nella nostra regione per un monumento dedicato ad un reparto che dalle province dell’Emilia Romagna attingeva ad ampie mani come bacino di reclutamento, sia in realtà di portata nazionale: la stele si trovava in un cimitero che accoglieva le salme di oltre duemila soldati italiani e ventisette soldati austro-ungarici; dallo spoglio dei dati relativi a questi caduti è emerso che erano inumati a Kamno, prima della traslazione a sacrario di Caporetto nel 1938, soldati provenienti da ogni provincia d’Italia. Collegato al progetto di restauro e al cimitero anche la realizzazione di un sito dedicato che riporta la storia del cimitero, del restauro e l’elenco dei caduti anagrafati con l’aiuto dell’albo d’oro. Il progetto nasce anche con l’intento di ricordare ognuno di loro compresi i soldati imperiale come un abbraccio e un forte segnale di pace. Ma sono state tante le realtà che hanno voluto accompagnarci e darci un contributo al progetto: l’Ora K è stato presentato in oltre trenta consessi, tra i quali, oltre la Pico Cavalieri, la Pro Loco di Pontelagoscuro, la sezione alpini di Albignassego (Padova), l’Associazione Sophia in libris di Santa Sofia (Forlì Cesena), le biblioteca di Funo d’Argelato (Bologna), l’ANSPI (Bologna ), la sezione alpini di Castel San Pietro Terme (Bologna), il Winter Line Museum di Livergnano (Bologna), l’Associazione Forte delle Benne di Caldonazzo (Trento), il Museo di Ragogna (UDIne), UNUCI di Udine a Tarcento, l’associazione Zenobi di Trieste, la libreria militare di Milano, il Museo del Risorgimento di Bologna, la Casa Matha Piscatorum di Ravenna, l’Unuci di Brescia…

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Dal libro è stato tratta anche una lettura teatrale a cura degli attori Luca Mauli, Lorenzo Giossi e Vittorio Tovoli, lettura che è stata proposta in più occasioni e apprezzata dal pubblico. Lo spettacolo è nato per ricordare la figura di Duilio Merli, medaglia d’oro al valor militare, nato a Coronella, soldato della compagnia di Arnaldo Calori che fu promotore del riconoscimento al valore del suo giovane sottoposto narrando nel suo memoriale l’episodio.
Il progetto ha visto anche importanti donazioni di privati, spesso portati dal ricordo di un lontano avo caduto in guerra. Fondamentale contributo è stato dato dalla famiglia Piscicelli, all’avo della quale è stato intitolato nel primo dopo guerra il campo santo di Kamno, luogo dove il 24 ottobre 1917 (prima giornata di combattimenti della battaglia di Caporetto) perse la vita immolandosi in modo eroico. Importante contributo anche dell’Associazione degli ex alunni della Nunziatella, l’accademia militare frequentata da Piscicelli.

 

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